AMORE E PSICHE

E IL SILLOGISMO DELLA “METALLIZZAZZIONE”

 

Venere, gelosa della bellezza di Psiche, ordina al figlio di darla in sposa all'ultimo degli uomini. Eros però si innamorò di lei e la portò in una valle incantata. Psiche, contraddicendo l’ordine dello sposo di accettarlo al buio senza mai vederlo, su istigazione delle sorelle, accende un lume e nel vedere Amore lo perde. Per poter ricongiungersi a lui ed essere accettata nell'Olimpo, Venere le infligge quattro prove: 1) Separare dei semi mescolati in un tempo troppo breve, 2) Strappare un ciuffo di lana dorata da un montone feroce, 3) Raccogliere un bicchiere d'acqua dallo Stige 4) Portare a Venere dall'Ade un vasetto di bellezza.

 

Un lettore attento ora mi chiederebbe: “ma...cosa c'entra il mito di amore e psiche con Joe Sandalo o, più appropriatamente, con il concetto di "metallizzazione"?”. Niente. Risposta scontata...e invece no!!...è proprio qui il punto.....ed è proprio Joe a svelare l'arcano in una sua recente intervista condotta da Marco e Andrea che così riporta:

 

(Marco e Andrea):

Chi conosce Joè sente spesso parlare del concetto di "metallizzazione" dei brani musicali. Ci puoi spiegare precisamente di che cosa si tratta e che tipo background è necessario per cogliere in pieno questo concetto artistico?

(Joe):

È una cosa molto difficile e che viene troppo spesso sottovalutata : consiste nello stravolgere completamente un brano imprimendogli un forma nuova , bisogna immaginare : “se invece di Claudio Baglioni fossero stati i Metallica a scrivere “Poster” , come la avrebbero suonata ?” la risposta a questa domanda è quello che si chiama “metallizzazione”… Il background necessario è una discreta padronanza nell’ utilizzo di un qualche software musicale audio-midi ,una sensibilità musicale non da poco e ovviamente l’ascolto giornaliero di musica metallara

 

Il lettore a questo punto potrebbe riprendermi e chiedere: “…ma che dici? Io...continuo a non capire?”. …e quasi certamente, ha ragione.

            Premessa fondamentale alla comprensione di questa recensione è il fatto che il mito di Amore e Psiche secondo la favola di Apuleio fa riflettere sull’elemento di novità contenuto in essa rispetto al motivo dell’eroe in genere: a differenza di questo, infatti, qui l’inconscio assume più direttamente la valenza positiva di energia soccorritrice, fonte di trasformazione creativa che genera coscienza. Le quattro prove cui viene sottoposta Psiche rappresentano il percorso che essa simbolicamente deve attraversare prima di giungere alla consapevolezza.

Ora proporrò, step by step, l’origine del sillogismo comparando il mito di Amore e Psiche e le prove indette da Venere a Psiche con la ricerca espressiva e musicale fatta da Joe Sandalo sino a giungere alla consapevolezza dell’espressivismo primitivo attraverso il concetto di “metallizzazione”.

 

1) Separazione dei semi mescolati in un tempo troppo breve…

Venere chiede a Psiche di mettere in atto un principio discriminativo capace di ordinare una quantità di "semi" differenti che si trovano mescolati insieme: "Questo mucchio è in primo luogo simbolo di un’uroborica mescolanza dell’elemento maschile." Le forze inconsce soccorritrici sono in questo caso le formiche, (simbolo dell’ordine segreto dell’inconscio collettivo), una sorta di "ordine inconscio" che è il solo capace di far fronte al caos disordinato con cui si presenta l’inconscio stesso; per intenderci, il senso al di là del non-senso di cui parlava Jung.

L’atteggiamento di Psiche esprime quindi un affidamento alle forze inconsce e alla loro benefica azione. E’ proprio dal concetto di discriminazione che  parte la ricerca di Joe Sandalo. Joe abbandona da principio il concetto di bello oggettivo, per intraprendere la ricerca di una pura espressività; siamo giunti, quindi, senza nemmeno accorgercene alla scoperta del primo punto cardine del pensiero Joeiano: l’espressivismo primitivo.

 

2) Strappare un ciuffo di lana dorata da un montone feroce…

Nella seconda prova Psiche è chiamata all’incontro con la forza distruttiva solare del maschile, rappresentata dal mitico "vello d’oro" dei montoni. Qui l’elemento inconscio che soccorre Psiche è la canna parlante che consigli a Psiche di aspettare la sera e di raccogliere i ciuffi di vello rimasti impigliati tra i rovi. La canna simboleggia la voce interiore che invita ad aspettare il momento opportuno (per l'appunto il calar della sera), per incontrarsi col principio spirituale (rappresentato dal Vello d'oro) senza venirne sopraffatta ed annientata.

La calma femminile, la capacità di attendere, dunque, rappresenta una grande risorsa di fronte all’impulsività irrefrenabile, all’istinto che si esprime in maniera violenta; il femminile, infatti, deve soltanto interrogare il proprio istinto per entrare, al calar del sole, in una relazione feconda con il maschile, ossia in una relazione d’amore. E’ solo così che viene superata la situazione in cui maschile e femminile si fronteggiano in mortale ostilità."  

Joe, così come Psiche, col fine di raggiungere l’espressività allo stato primitivo libera il proprio io, lasciandolo volteggiare nello spazio circostante, fatto di quotidianità, e attraverso una sfrenata ricerca di se stesso, viene proprio a scontrarsi con il suo essere più profondo e scopre la sua spiritualità; ed è proprio attraverso il superamento della quotidianità che Joe passa da una visione soggettiva della propria spiritualità ad una visione universale proponendo, con la propria espressività, un messaggio comune.

 

3) Raccogliere un bicchiere d'acqua dallo Stige…

La terza prova è il confronto di Psiche con l’irruente cascata delle acque dello Stige, simbolo dell’incontenibile forza dell’inconscio stesso e della sua mancanza di forma specifica.
Il compito di raccogliere un bicchiere di quell’acqua riesce grazie all’intervento dell’aquila di Zeus che si assume il compito di raccoglierla per lei. L’aquila, in questo caso, rappresenta l’entusiasmo intuitivo e lo slancio spirituale del pensiero. Proprio quando la psiche umana non può più agire con le sue sole forze, viene sorretta da uno spirito eroico e intuitivo che sgorga dal suo inconscio". Psiche rappresenta allora il femminile capace di contenere in sè e di dar forma all’inconscio che in lei stessa fluisce.

Joe, sorretto dalla propria sensibilità, propone al mondo il suoi io e, appoggiato da uno spirito eroico, proprio di chi porta innovazione, lascia elevare il suo grido divenendo così non più voce tra le voci, ma voce di un coro.

 

4) Portare a Venere dall'Ade un vasetto di bellezza...

Nelle prime tre prove è richiesto a Psiche di coniugare insieme gli opposti, superando la sterile contrapposizione. La quarta prova, infine, è composta di due parti. Nella prima parte Psiche deve affrontare il pericoloso viaggio agli inferi, guidata dai consigli di una Torre Parlante, la quale, maschile e femminile insieme, è simbolo della cultura umana e della coscienza umana e per questo viene chiamata "Torre che guarda lontano" . Essa mette in guardia Psiche dal cedere alla "pietà", quale modalità di relazione con l’altro, che non le consentirebbe di raggiungere la propria comple-tezza.
Nella seconda parte, invece, Psiche, tornata dal mondo degli inferi, cede alla tentazione di appropriarsi della bellezza divina e, pensando così di poter risultare più piacevole agli occhi di Eros, apre il vasetto consegnatole da Proserpina, atto questo che risulta per lei fatale. Torna il tema iniziale della "bellezza", capace di avvicinare l’umano al divino. Tutto il cammino di trasformazione di Psiche è iniziato per Amore, per l’irresistibile desiderio di "conoscere" Amore. Ora che Psiche ha superato le prove, ha conosciuto e sopportato solitudine e disperazione, ora che ha in mano l’unica arma che conosce per attirare a sé ancora una volta Eros, la bellezza appunto, ( l’azione dell’amore, a quanto dice Platone per bocca di Diotima, "è la procreazione nel bello secondo il corpo e secondo l’anima" ) Psiche non può che tendere alla bellezza, pur consapevole che ciò significa "fallire", secondo la logica maschile dell’eroe.

E proprio in questo "fallimento" Psiche si manifesta fedele alla sua femminilità originaria in opposizione alla ragione totalmente maschile. Così Psiche "muore" per Eros, ed è questo suo stesso sacrificarsi a lui che lo stimola ad agire: Eros si scuote ed accorre finalmente a salvare la sua Psiche. L’umano dimostra così al divino la propria uguale dignità attraverso la propria superiorità nell’amore.

            E’ questo l’ultimo tratto di un cammino intrapreso da Joe. Joe è cosciente della propria sensibilità, del suo essere superiore, perché padrone di un pensiero universale e dell’espressività allo stato primitivo. Questi due esseri combattono tra di loro. La vera vittoria di Joe, sta nell’abbandono del concetto supremo e la piena dedizione alla quotidianità. Joe, così, proclama al mondo il concetto di metallizzazione: “imbruttire” qualcosa di Bello e renderlo unico. Questa è la soluzione, questo è il calvario spirituale di Joe Sandalo.

 

            Io, dal canto mio, non posso chiudere questa recensione, con un corale ringraziamento sia spirituale che etico a Joe Sandalo, chiedendogli di renderci sempre partecipi delle sua ricerca interiore…grazie Joe!!!

 by Francesco

 

 

 

 

ultimo aggiornamento 10/09/2004